Immaginiamo dei bambini e tante palle nella stanza….wow! l’energia si sprigiona, si sentono le loro vocine entusiaste e loro che corrono ad inseguire, acchiappare, lanciare, afferrare e spostare questi oggetti così stimolanti!
Abbiamo giocato con le palle in questi giorni, abbiamo scelto questo materiale per muovere le energie dei bambini, per creare un clima di gioiosità e motivazione. “Motivazione a che cosa?” vi chiederete. L’entusiasmo, il piacere, lo stimolo sono elementi imprescindibili per il gioco dei bambini ed è attraverso di essi che il bambino accoglie anche i suggerimenti dell’adulto a mettersi alla prova nell’attività. Osserviamo qui il significato potente del mettersi alla prova del bambino per quello che è il processo di costruzione della sua sicurezza identitaria e emotiva grazie a come rispondiamo ai suoi tentativi.
Lasciamo giocare i bambini spontaneamente e osserviamoli per qualche istante prima di interagire con loro. Gustiamoci lo spettacolo dell’apprendimento spontaneo: osserviamo come provano e riprovano dei gesti, come si guardano e si imitano reciprocamente, come si aggirano tra gli altri oggetti e bambini e contempliamo il tempo che si prendono per entrare e uscire dal gioco.
In questo spazio iniziamo ad entrare anche noi, innanzitutto riproponendo con i nostri gesti e il nostro corpo (tipo uno specchio) le loro soluzioni motorie: se lanciano la palla, noi la lanciamo! se le danno un calcio, noi la calciamo! se la portano al viso, noi facciamo lo stesso, ecc ecc; a volte si usano le parole “bravo, brava!” per sostenere le loro esplorazioni, ma noi crediamo che il rispecchiamento corporeo del gesto (o la potenza dello sguardo) sia il più valido strumento per sostenere la fiducia in se stessi e nella propria validità operativa! A noi adulti viene spontaneo usare il linguaggio e male non facciamo, perché comunque veicoliamo nel “bravo, brava” il nostro piacere nel vederli esplorare e imparare; forse potremmo sostituire tale espressione con una che più che un giudizio di valore possa esprimere la relazione: “wow, mi piace quello che ha fatto!” “Ti piace quello che hai fatto!” ?
Bene, arrivati fino a qui abbiamo già fatto un bel lavoro!Il bambino, nel vedersi imitato nella sua produzione spontanea dall’adulto, acquisisce nel modo più diretto e forte che ciò che fa è valido e accresciamo di volta in volta la sua autostima.
Quindi dopo una fase di osservazione abbiamo scelto di iniziare a giocare con i bambini partendo dalle loro soluzioni; questo tipo di approccio serve anche ad un secondo scopo: ora il bambino sarà più predisposto ad imitarci a sua volta! E questo, sappiatelo, vale per tutto, nel gioco come nell’ascolto (sentirci ascoltati ci predispone sempre all’ascolto dell’altro)!
Quando io imito un bambino, quando lo ascolto prima di parlare, quando mi connetto in primis alle sue emozioni, lo sto predisponendo a seguirmi con fiducia; e allora, a quel punto, quando ci rendiamo conto che lui ha apprezzato il nostro rispecchiamento (dobbiamo esserne sicuri! e un buon modo per esserlo é: ci siam divertiti anche noi a fare i suoi gesti come lui?) ecco, lì noi iniziamo a usare le palle in modi nuovi per il bambino, stimolando coordinazione, equilibri, prese, ecc. e lui ci ha seguito! ci prova, fallisce magari, ma è sostenuto dal divertimento senza giudizio e dalla continua relazione tra “tu imiti me e io imito te”. Per noi è il modo di lavorare educativo al nido, per il bambino è divertimento, stimolo e un allenamento ad acquisire nuove abilità e ad esprimere se stesso con fiducia.
Nel gioco dei bambini c’è tutto quello di cui noi abbiamo bisogno per conoscerli e sostenerli nel processo di creazione dell’identità e di fiducia in se stessi.
Siamo state attente a proporre gesti stimolanti, ma non eccessivamente frustranti, adatti ai grandi e ai piccini, sempre con la stessa metodologia (osservazione-rispecchiamento-stimolo), adattata a come li abbiamo visti nel primo momento di osservazione del gioco: i grandi sono stati stimolati maggiormente e son stati attentissimi e propositivi, riproponendo a loro volta i nostri e i loro gesti! I piccolini un po’ entravano e un po’uscivano dal gioco, avendo meno allenamento dei più grandini a sostenere l’energia del gioco (i bimbi non si distraggono mai! Semmai alternano gli interessi!), ma hanno provato anche loro gesti nuovi partendo, più che da noi adulti, dai loro amichetti grandi e il clima è stato bellissimo…..siamo felici di come stiamo crescendo tutti insieme!





