Scegliere come proporre il colore ai bambini al nido passa da un aspetto molto importante per noi: che significato percettivo e motorio può avere questa esperienza per ogni bambino?😊🎨
Colore non è solo il pennarello che disegna figure, il riempire spazi attraverso pennelli e tempere ; si tratta di un’esperienza del corpo e della vista, nonché il tatto e perché no, anche del l’odore che emanano i materiali.
Così in questo mese a cavallo tra gennaio e febbraio abbiamo scelto di proporre diversi tipi di esperienze… A tutto corpo, a tutta vista e a tutto tatto!🤸♂️👩🎨
Anche perché ogni bambino (medi e grandi) aveva una predilezione per una ricerca diversa nello sperimentare il movimento della traccia, nel riconoscere i colori e nell’usare la verbalizzazione per raccontare cosa stava facendo.
Abbiamo proposto tempere al tavolo, a parete senza e con pennelli, su superfici bianche e colorate semplicemente osservando le scelte di ogni bambino, il bisogno di muoversi, di usare due parti del corpo contemporaneamente o d’aver bisogno di grandi o piccole superfici, di usare mani o anche unghie!
L’accostamento di superfici di colori diversi ha introdotto esperienze di modifica/ripristino di condizioni preesistenti, di trasformazioni.
Mentre con i pastelli e gessi il gioco della traccia è stato fatto in piccoli gruppi, con la presenza dell’adulto vicino e la sua verbalizzazione a sostegno dell’esperienza del bambino (qui lo vedo… Qui no!)
E aggiungere i nomi alla percezione è stato ancora più divertente usando giochi classici come i pentolini : in questo caso il gioco percettivo si univa a quello linguistico arrivando a coinvolgere i più grandi, ma affascinando anche i medi che pur senza verbalizzare ne son stati coinvolti per il piacere visivo e l’interesse verso l’esperienza percettiva/prassica.

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